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Stills from the music video Dumbass, 2013, 5min 13 sec, cinematography by Christopher Doyle, Courtesy of Ai Weiwei Studio
mostra
mercoledì 29 aprile 2026 - domenica 6 settembre 2026

Ai Weiwei: Aftershock

a cura di Tim Marlow

da lunedì a mercoledì chiuso
giovedì 9 > 13
da venerdì a domenica  11 > 19

la biglietteria è aperta fino a 45 minuti prima della chiusura del Museo

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Una mostra che testimonia i cinque decenni di carriera di Ai Weiwei, dalle opere realizzate a New York negli anni ’80 fino alle nuove sculture create in Ucraina nel 2025.

La mostra si articola come un dialogo culturale tra l’artista e Palazzo Ardinghelli. Al centro del progetto, una serie di potenti opere nate in seguito al terremoto del Sichuan del 2008 e dedicate alla memoria della perdita. Tra queste Straight, una scultura cardine nell’intera produzione artistica di Ai Weiwei, presentata all’Aquila per la prima volta in tre diversi spazi. Qui, come nel resto della mostra, l’impatto duraturo delle catastrofi naturali e dei conflitti generati dall’uomo, insieme a temi come corruzione e tragedia, è affrontato in relazione alla forza della resilienza umana e alla potenza dello sforzo creativo.

Il percorso riunisce circa settanta opere, alcune delle quali inedite, che attraversano l’intera carriera dell’artista: installazioni, video, fotografie, sculture concepite come dipinti, oltre a reinterpretazioni di soggetti iconici di autori come Munch, Van Gogh ed Ed Ruscha, rielaborati con i mattoncini.

Sperimenta, connette, colleziona, ricicla e inventa senza mai ridursi a un esercizio puramente formale. La sua opera, attraverso la varietà e la sovversione dei valori abituali, invita a guardare il mondo da prospettive diverse e, pur nascendo dalle esperienze vissute dall’artista, diventa paradigma universale.

in testata: frame dal video musicale Dumbass, 2013, 5min 13sec, cinematografia di Christopher Doyle, Courtesy Ai Weiwei Studio